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Il carcere visto da dentro

Il carcere visto da dentro

La sera del 22 giugno 2022 abbiamo avuto una serata molto toccante in Interclub con Rotary Club Torino Sud e Sud Est dal titolo: “Uno sguardo dentro, uno sguardo fuori: il carcere visto da dentro”. Proviamo a ripercorrere i temi affrontati dai relatori.

Il carcere visto da dentro
La Presidente Dentico introduce la serata: “Il carcere visto da dentro”

Abbiamo avuto l’opportunità di aprire una finestra sul mondo del carcere ascoltando la dott.ssa Monica Cristina Gallo, garante dei diritti delle persone private della libertà della Città di Torino e il dott. Michele Miravalle, esponente dell’Associazione Antigone e coordinatore dell’osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione degli adulti, nonché ricercatore in filosofia del diritto presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino.

Persone private della libertà” è l’espressione usata dalla relatrice, che ne è garante per la Città di Torino. Proprio la nostra città è stata pilota nell’istituzione di questa figura istituzionale, poi estesa fino alla nascita del garante nazionale. Il compito della dottoressa Gallo è garantire che vengano rispettate la dignità e i diritti fondamentali delle persone private delle libertà personali, che chiedono di essere ascoltate e riconosciute. Così la garante, nominata nel 2015, conduce ogni anno circa ottocento colloqui individuali per ascoltare, supportare ed aiutare a superare periodi critici. I momenti più delicati sono l’ingresso a carcere, ma anche l’uscita, che comporta forti rischi di recidiva. Attualmente la garante sta progettando la creazione di uno sportello per aiutare chi esce da carcere con opportune politiche sociali di territorio di sostegno ai cittadini che hanno sbagliato ma poi tornano nella comunità.

Il secondo relatore, dottor Michele Miravalle, racconta che l’associazione Antigone, costituita alla fine degli Anni Ottanta, cerca di sfatare i pregiudizi sul sistema carcerario con un approccio né buonista né cattivista.  

Racconta che il carcere è nato durante l’Illuminismo perché restringe la libertà senza toccare i corpi, mentre prima c’erano le pene corporali, ed invita a scoprirne la storia visitando il Museo della Memoria Carceraria recentemente creato a Saluzzo nella Castiglia, dove un tempo sorgeva proprio un carcere.

Nel tempo le carceri si sono spostate dal centro alla periferia delle città.

Antigone ha osservatori indipendenti che fanno un gesto semplice, ma rivoluzionario: entrano in carcere e raccontano ciò che vedono, a partire dai numeri. Ecco alcuni dati:

  • Oggi ci sono circa 55.000 persone detenute in Italia;
  • Circa 10.000 persone sono in carcere di sicurezza;
  • Ci sono meno di 400 persone detenute in carcere minorile in Italia;
  • Il 40% dei detenuti fa uso regolare di psicofarmaci.

Entrambi i relatori hanno richiamato l’importanza della giustizia riparativa per minimizzare le recidive ed hanno invitato tutti a cancellare pregiudizi nei confronti degli ex-detenuti, che hanno pagato il loro debito con la legge.

Ha chiuso la serata, prima di un interessante dibattito, il Presidente del RC Cavour e Sud Est, Edoardo Carmagnola, che ha condiviso con i soci il suo interessante (e “concreto”) punto di vista di avvocato penalista sulla vita negli istituti di detenzione, e sul lato umano dei soggetti reclusi (lato umano che noi tutti, di solito, tendiamo a trascurare).